venerdì 18 dicembre 2009

A. Ferrara, Ferite


Antonio Ferrara, Ferite, Falzea Editore, Reggio Calabria, 2006.

Cosa fanno due ragazzi per le strade di Baghdad sconvolte dalla guerra? Said e Faruk, l’uno senza mamma e l’altro senza mani, scoprono la miseria e le ferite portate dalla guerra. Aprono finestre e spalancano porte sulla sofferenza, ma scoprono che l’amore ed il dialogo possono cambiare il mondo. La Bibbia e il Corano tracciano una strada sola verso la pace di una notte stellata in cui il suono di un tamburo dischiude la via della speranza. Consiglio a tutti i ragazzi di leggere questo libro molto coinvolgente che in poche pagine che ti trascinano velocemente riesce ad esprimere sentimenti fortissimi che scavano in ognuno di noi e ci rendono immobili come pietra, ma ci danno la forza di imparare a «lamentarci di questa vita».
Giuseppe Interlandi

Alcune frasi dal libro “Ferite”:
«Ovunque c’è cattivo odore. Se uno fa la cacca, per esempio, quella cacca rimane lì, tranquilla, per tutto il tempo che vuole…»

«Ho letto la parola gihad, per esempio, che non vuol dire “guerra santa”, come pensano gli americani.»

«La mia mano sinistra si accuccia nella mano di Abdelkader, mentre la destra stringe i due libri amici. Penso alle mani di Faruk.»

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