venerdì 26 febbraio 2010

I doni degli dei (R. Minnella)

R. Minnella, I doni degli dei, Biblioteca di Federico, 
Acireale-Roma, 2008

Questo libro propone un affascinante viaggio alla scoperta del mondo del mito fatto di doni e rivendicazioni, di astuzia e di piccineria. Un mondo che tutti i ragazzi potranno scoprire vicino al nostro anche se affonda le sue radici in tempi molto lontani. Le attività didattiche proposte dall’autrice aiutano il lettore a capire in maniera più chiara il contenuto del testo che è presentato come una favola accattivante che ci descrive persone e modi di essere apparentemente comuni, ma che nascondono, per noi moderni, il segreto dell’essere uomini e la gioia di tornare a scoprire le radici della nostra vita.

Alcune frasi tratte dal libro “I doni degli dei”:
«La parola mito è vecchissima, l’hanno coniata i Greci tante migliaia di anni fa. Essa significa all’origine “discorso”, “storia”, un mythos è quindi una storia».
«Se i nomi potessero parlare vi direbbero che nei nomi dei due titani era già scritto il loro destino. Infatti se Promèteo è “colui che vede le cose in anticipo”, Epimèteo è “colui che vede le cose in ritardo” e come tale ne resta vittima»
«Grazie, piccola dea. Vai fra gli uomini e rincuorali. Vai fra gli uomini e ridona la fiducia. Vai fra gli uomini e porta un raggio di sole nei loro cuori».  

                                                                                      Giuseppe Interlandi

giovedì 21 gennaio 2010

Come i pini di Ramallah




A.    Ferrara, Come i pini di Ramallah, Fatatrac, Firenze, 2003




Gli adulti hanno mai chiesto ai ragazzi cosa pensano della guerra? Israeliti e palestinesi sono acerrimi nemici a causa della terra, ma potrebbero diventare veri amici se solo dessero una possibilità alla pace. David e Mohammed, l’uno israeliano e l’altro palestinese, sono due ragazzi che vivono la guerra e che sentono il bisogno di dar libero sfogo ai loro pensieri. L’arma più potente che riesce a cambiare il cuore dell’uomo non è, infatti, il kalashnikov, ma la parola. Una parola che non fa parlare i martiri attentatori, ma i ragazzi che diventano amici, le ragazze di cui ci si innamora e che preparano i falaffel. La parola di cui parlano David e Moahammed è quella dei libri che nascondono mondi infiniti e che vanno salvaguardati per evitare di «uccidere l’uomo». Questo libro insegna ad essere coraggiosi e a parlare con il nemico anziché sparargli. Uccidere il nemico è molto più facile che essere pronti all’accoglienza ed all’ascolto come i pini di Ramallah.

                         Giuseppe Interlandi   

Alcune frasi dal libro “Come i pini di Ramallah”:


«[…] l’unica merce esposta è proprio il profumo delle cose. Si vendono solo odori. […] In questo bar a ogni profumo vi raccontano una storia. Un gran bel posto per metterci il naso»


«Un kamikaze è uno che combatte con gli occhi bendati. Cieco come il destino. Non spara, non accoltella. Quando gli altri muoiono lui non c’è più. Ingiusto come la morte».


«Per curare tutti il Muzzein ha bisogno di storie, allora legge tanti libri. Sul suo volto c’è qualcosa di leggero, di magico, di assente».

lunedì 4 gennaio 2010

La parentesi del ragno (L. Alibrandi)


Lia Alibrandi, La parentesi del ragno, Città Aperta, Troina, 2009


Consigliato a partire dai tredici anni
In quanti modi possiamo vedere la realtà che ci circonda? Un ragno si interroga sul suo amore provato per una mosca e ci insegna a considerare le cose che stanno tra parentesi e che non sono, per questo, meno importanti delle altre. C’è tutto in questo libro: scarafaggi guerrieri, farfalle innamorate, formiche perentoriamente laboriose, lombrichi e coccinelle. Tutti vedono il ragno dal loro punto di vista come tutti noi vediamo la vita da una prospettiva diversa. Anche noi possiamo trovarci di fronte a scelte difficili come quella del ragno che decide di andare via di casa per seguire il suo sogno. Sappiamo che, qualsiasi azione decidiamo di compiere, saremo sempre «un fondo del caffè per rendere meno vano qualsiasi inizio». 


 Giuseppe Interlandi


Alcune frasi dal libro “La parentesi del ragno”:

«Avrei dovuto sposare una brava ragna, intrecciare le mie ragnatele con le sue, costruire una trappola che sarebbe durata tutta la vita, e invece la ragnatela a cui mi sono dedicato […] non mi è servita a vivere, ma a sognare».


«Per una vita di un sol giorni due amori sono anche troppo pochi».


 «Tutti formiche in fondo siete! Scarafaggi, lombrichi, farfalle, tutti in fila come noi ad accumulare briciole e ricordi».  

venerdì 18 dicembre 2009

A. Ferrara, Ferite


Antonio Ferrara, Ferite, Falzea Editore, Reggio Calabria, 2006.

Cosa fanno due ragazzi per le strade di Baghdad sconvolte dalla guerra? Said e Faruk, l’uno senza mamma e l’altro senza mani, scoprono la miseria e le ferite portate dalla guerra. Aprono finestre e spalancano porte sulla sofferenza, ma scoprono che l’amore ed il dialogo possono cambiare il mondo. La Bibbia e il Corano tracciano una strada sola verso la pace di una notte stellata in cui il suono di un tamburo dischiude la via della speranza. Consiglio a tutti i ragazzi di leggere questo libro molto coinvolgente che in poche pagine che ti trascinano velocemente riesce ad esprimere sentimenti fortissimi che scavano in ognuno di noi e ci rendono immobili come pietra, ma ci danno la forza di imparare a «lamentarci di questa vita».
Giuseppe Interlandi

Alcune frasi dal libro “Ferite”:
«Ovunque c’è cattivo odore. Se uno fa la cacca, per esempio, quella cacca rimane lì, tranquilla, per tutto il tempo che vuole…»

«Ho letto la parola gihad, per esempio, che non vuol dire “guerra santa”, come pensano gli americani.»

«La mia mano sinistra si accuccia nella mano di Abdelkader, mentre la destra stringe i due libri amici. Penso alle mani di Faruk.»